Grano dal Kazakistan: I giudici etnei ribaltano il provvedimento dell’autorità sanitaria

Da una decina di ore circola in rete la notizia che il Tar di Catania avrebbe ribaltato il provvedimento dell´autorità sanitaria in merito alle 5.000 tonnellate di grano duro, proveniente dal Kazakistan, bloccate al Porto di Pozzallo presso la nave Anna 2005.
Secondo quanto si legge dall’articolo, immediatamente dopo il sequestro l’avvocato Antonio Giannone, che difende l´azienda modicana che aveva acquistato il grano, si era  rivolto al Tar, che ha ora avrebbe modificato il provvedimento sanitario. L’ipotesi che potrebbe aver spinto i giudici a prendere questa decisione, si suppone possa essere la possibilità di separare il grano inumidito da quello rimasto intatto, così da procedere alla commercializzazione del grano “integro”.

Qui i link della notizia:
http://www.corrierediragusa.it/articoli/cronache/modica/42197-per-il-tar-le-5000-tonnellate-di-grano-duro-sequestrate-a-pozzallo-si-possono-commercializzare.html

La nave (come si può vedere dall’immagine) è ancora in rada e lo è stata in tutti questi giorni visto che l’abbiamo tenuta sotto controllo, dunque si suppone che non abbia ancora scaricato il grano, altrimenti sarebbe già in viaggio verso altra destinazione o quanto meno ancorata al porto per effettuare le operazioni di scarico;  se così fosse il grano potrebbe essersi ulteriormente deteriorato essendo passato quasi un mese dal giorno del sequestro…di conseguenza auspichiamo vengano effettuati nuovi controlli.

Attendiamo la pubblicazione della sentenza per conoscere le effettive motivazioni che hanno spinto i giudici verso questa decisione.

Anna 2005

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10 pensieri su “Grano dal Kazakistan: I giudici etnei ribaltano il provvedimento dell’autorità sanitaria

    1. ” le 5.000 tonnellate si trovano a tutt’oggi nelle stive della nave e sono sotto sigillo dell’Autorità che ha emesso il provvedimento ”
      ( non so perchè ma era scomparso il virgolettato dell’ Assessore)

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  1. pensare che tutti i grani di origine estera che arrrivano in Italia siano spazzatura e su tutti i carichi ,le autorita’ di controllo,chiudano entrambi gli occhi ,mi pare un giudizio un po’ affrettato , segnale di un malessere piu’ profondo del ns paese,dove si gioca in un mondo globalizzato ma si continuano a fare le analisi con metodi ,direi ,campanilistici

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    1. Anche se ne tengono tre occhi aperti non ce problema tanto a livello legale si trova sempre la soluzione per ripulire tutto in una competizione mondiale o globale sarebbe giusto giocare tutti con le stesse regole altrimenti ci potrebbe essere concorrenza sleale io pur abbassando al massimo i costi non potro competere mai con chi paga la giornata lavorativa 5 euro al giorno o chi paga 30c al litro il gasolio o chi aquista la terra 1000 euro l ettaro

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    2. Kromiko
      sinora sì, da quello che si evince sinora in Sicilia non ci sono stati controlli, altrimenti non porterebbero il grano in quelle bagnarole….

      poi che il grano straniero sia sempre spazzatura qui non lo abbiamo mai detto (a volte è anche ottimo, a volte pessimo, generalmente però in Italia si preferisce acquistare quello mediocre),
      in generale secondo me importare un pò di grano iperproteico è anche vantaggioso per le nostre produzioni sicule…
      in assoluto il vantaggio della globalizzazione è proprio quello di combinare i prodotti vocati delle varie aree del mondo…io trovo antieconomico e rischioso ad esempio provare a produrre grano al 15% di proteine in Sicilia….molto più razionale importarlo dal Canada dove lo producono facile

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