Glifosate, ancora non si decide

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Niente, non ci si mette ancora d’accordo in Europa sul destino del glifosate. Credo che infine sarà autorizzato per i prossimi 5 anni, ma tra mille polemiche e distinguo. Il processo decisionale Europeo si conferma sempre più lungo e farraginoso, incapace sempre più spesso di affrontare le questioni più scottanti.

Nuova fumata nera per il rinnovo del glifosato

Quattordici paesi hanno votato a favore, nove, tra cui l’Italia, contro e cinque, tra cui la Germania, si sono astenuti. Nuova riunione d’appello per il Comitato a fine novembre

Non c’è stata maggioranza qualificata per rinnovare l’autorizzazione per l’erbicida glifosato per i prossimi cinque anni come richiesto dalla Commissione europea.

Quattordici Paesi hanno votato a favore dell’erbicida, nove, tra cui l’Italia, contro e cinque, tra cui la Germania, si sono astenuti.

La Commissione europea intende portare la proposta in comitato d’appello, prime date utili il 27 o il 28 novembre.

Se anche in quell’occasione non dovesse esserci la maggioranza qualificata, la Commissione europea potrebbe adottare la proposta anche senza il via libera dei paesi membri.

Il presidente Jean-Claude Junker aveva già fatto sapere più volte che la Commissione non avrebbe intenzione di scavalcare i paesi membri in una simile occasione, giudicando una “sciagura” la mancata decisione.

Intanti in una lettera al Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, il Copa e Cogeca che riuniscono oltre 23 milioni di produttori e 22mila cooperative in Europa, hanno chiesto il rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosate, altrimenti si rischia di minare tutto il sistema di sicurezza alimentare nell’Ue. Per agricoltori e cooperative inoltre, non autorizzare il glifosate può’ avere un impatto negativo sul clima e sul territorio, in quanto il suo uso riduce sostanzialmente la necessità di lavorare la terra, con meno emissioni gas serra e una minore erosione del suolo. Il ritiro della sostanza attiva creerebbe serie distorsioni di mercato mettendo in pericolo la competitività degli agricoltori europei, in quanto i produttori extra-Ue potrebbero continuare a usarla.

fonte

Il voto  delle nazioni Europee sul prolungamento della autorizzazione del glifosate:
glifo voto
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20 pensieri su “Glifosate, ancora non si decide

  1. Hai ragione al cento per cento, ma non mi fido. Per salvare qualche accordo commerciale potrebbero inventarsi qualche d’eroga. Invece di fare lotte ideologiche, se proprio ci tengono alla salute dei cittadini, autorizzazione o meno, potrebbero, da subito, abbassare i valori residuali negli alimenti del glifo.
    Comunque sono d’accordo con roby. D’altronde, ci sono tantissimi fitofarmaci pericolosi per la salute che vengono utilizzati in agricoltura, basta usarli in modo appropriato, come sostiene Roby.

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    1. io dico che l’autorizzazione ci sarà per i prossimi anni e tutto verrà rinviato alla prossima scadenza….è una questione con troppe implicazioni questa del glifo per modificare la situazione in un senso o nell’altro.
      Il concetto di appropriato è vago e soggettivo…probabilmente per un canadese spruzzare in pre-harvest è appropriato.

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      1. Basterebbe distinguere il prodotto al momento del ritiro e dell’ammassamento.
        Il concetto di appropriato allora sarebbe regolato dalle caratteristiche del prodotto, già catalogato al momento del raccolto.

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      2. l’appropriato a cui mi riferivo io non è vago e soggettivo, ho usato tale termine per non ripetere quanto detto da Roby. Obbligo di tempi di carenza e regole come tutti gli altri fitofarmaci, anche migliorate, in Italia. I canadesi rispettino le loro regole e se in Italia si abbassassero i residui di glifo in alimenti, rispettino le nostre, per le merci che ci spediscono. Così facendo si raggiungerebbero obbiettivi positivi per la salute “nostra” e per le tasche dei produttori.

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      3. il fatto è che le tasche dei produttori sono in contrasto con quelle dei consumatori, per cui la politica ci pensa 10 volte prima di favorire un aumento del cibo…ed io penso che abbia ragione in generale, i limiti vanno abbassati se ci sono dei reali rischi per la salute, non se una associazione ambientalista si mette a strepitare, qualche agricoltore sta per fallire o qualche scienziato figlio dei fiori vuole farci tornare alle caverne.

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      4. infatti, quando cominciamo a parlare di appropriato o no,cominciamo a basarci sulla coscienza e sul soggettivo, il mio pensiero è che il glifo dovrebbe essere bandito, e che da questo, come dall’indicazione in etichetta della provenienza del grano, noi durocultori avremo dei piccoli vantaggi, a cui si sta cercando di porre rimedio cercando in ogni modo di far firmare contratti di filiera (vedi aumento del contributo), penso anche, però, che l’accordo sull’autorizzazione ci sarà, perchè ci sono troppi interessi e poteri forti in ballo………

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  2. secondo me deve essere bandito solo nel trattamento al “frutto” , nel caso del grano tecnica preharvest…..
    ma non è questione glifosato o altro, è che secondo me è una tecnica troppo pericolosa innaffiare qualsiasi cosa e con qualsiasi prodotto di sentesi un frutto portato alla quasi maturazione, …..non si da tempo alla coltura di smaltire i residui i quali poi finiscono inevitabilmente in tavola….per questo deve essere messa fuorilegge in qualsiasi parte del mondo …
    diverso il discorso del glifosato o qualsiasi altro prodotto dato in presemina o prima della maturazione dei frutti, in quel caso i tempi di carenza ci danno una certa sicurezza…..

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    1. quello che conta sono i residui sul cibo (cioè tutto quello che si può riscontrare analiticamente), se questi derivino da preharvest o contaminazione di altro genere è indifferente. Se fa male fa male comunque qualsiasi sia la fonte, anche se un probo agricoltore italico.
      Se il glifo entro i limiti è innocuo, allora può tranquillamente utilizzarsi in preharvest, come qualsiasi altra sostanza chimica utilizzata e che si riscontra nel grano (e se ne riscontrano, a cominciare dagli insetticidi utilizzati abitualmente negli stoccaggi).

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  3. Da circa 15 anni lo uso per il controllo delle infestanti, da un paio d anni ne ho ridotto in modo drastico l utilizzo in quanto ho notato un aumento della tolleranza delle infestanti con necessità di aumentarne continuamente la dose e seppure dicano che non sia residuale ciò non è vero su terreni non lavorati per più anni ho riscontrato una certa difficoltà a germinare.
    Per me non va proibito ma semplicemente limitato l uso.

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  4. In conclusion, we found no evidence of an association between glyphosate use and risk of any solid tumors or lymphoid malignancies, including NHL and its subtypes. However, we found some evidence of a possible association between glyphosate use and AML. This association was consistent across different exposure metrics and for unlagged and lagged exposure. Given the prevalence of use of this herbicide worldwide, expeditious efforts to replicate these findings are warranted.
    Fonte
    https://academic.oup.com/jnci/article/doi/10.1093/jnci/djx233/4590280

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    1. la Spagna è a favore però (sembra che negli agrumeti ed oliveti spagnoli se ne usi abbastanza)…mi sembra che contro siano principalmente gli insignificanti agricoli (a parte la Francia dove fanno di tutto per danneggiare i propri agricoltori, lì il glifo è fondamentale da quello che leggo): cioè Cipro, Malta, Austria, Lussemburgo, Croazia…

      un altro articolo interessante qui
      http://agronotizie.imagelinenetwork.com/difesa-e-diserbo/2017/11/10/glifosate-la-commissione-ue-ha-tirato-diritto-ma-solo-meta-dei-paesi-lrsquo-hanno-seguita/56359

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    2. Non riesco a spiegarmi la posizione contraria dell’Italia se non per la spinta degli ambientalisti che per lo più sono contrari a tutto. Che io sappia in Italia non è usato, è comunque è vietato, su colrure in atto.
      Ho in programma la semina di cece per gennaio/febbraio è conto di usare il glifosate piuttosto che fare ripetute e più costose erpicature che, per amtro, non controllerebbero alcune specie di infestanti quali, ad esempio, il cirsium.
      Mi pare che troppo spesso la politica italiana si scorda degli agricoltori. Forse perché siamo troppo silenti, ci lamentiamo al bar ma non sappiamo “parlare” ai politici, magari col voto…

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      1. Tuttavia almeno noi cerealicoltori potremmo avere un vantaggio teorico dal bando del glifo, visto che molto probabilmente le granelle trattate in pre harvest non potrebbero più essere importate.
        Certo in generale per la nostra agricoltura sarebbe un danno significativo nel breve periodo.
        Comunque credo che in poco tempo si troverebbe una alternativa.

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      2. Skandiski
        e perchè mai sarebbe più probabile? non capisco.
        A mio modo di vedere se lo bandiscono, i limiti residuali sugli alimenti (grano, pasta, pane) passano dagli attuali 10 mg/kg (elevatissimi)

        ai limiti residuali delle sostanze bandite ovvero 0.01 mg/kg

        vedi
        https://ec.europa.eu/food/plant/pesticides/max_residue_levels/eu_rules_en

        Questo vuol dire che ogni partita di grano trattata in preharvest, ma anche leguminose da granella, sforerà questo limite e non potrà essere importata in Europa.

        Questa implicazione la hanno ben chiara i canadesi e la temono molto, vedi qui:
        https://www.realagriculture.com/2016/06/eu-to-issue-last-minute-extension-of-18-months-for-glyphosate/

        Se per caso, tu pensassi che non si farebbero comunque i controlli ed entrerebbe comunque di tutto, ti invito a riflettere che basterebbe una analisi da parte di chiunque su un prodotto derivato (pasta, pane) per porre immediatamente sotto sequestro quel prodotto. Tutte le analisi indipendenti che sono state effettuate sinora hanno sempre determinato valori di glifosate ben superiori agli 0,01 mg/kg (nuovo teorico limite residuale)…dunque a mio avviso un bando del glifosate metterebbe in seria difficoltà la concorrenza.
        Nulla di decisivo naturalmente nel giro di poco tempo si troverebbe una alternativa al glifo, anzi già ce ne sono anche se un pò più costose.
        Lo stesso vale per noi, personalmente calcolo il bando del glifo in un costo maggiore di circa 5 ettaro/anno tenendo conto del maggior costo delle alternative e dell’uso che ne faccio. Nel giro di qualche anno probabilmente si troverebbe una alternativa altrettanto economica.

        In buona sostanza a mio avviso per noi granicoltori cambia poco, anzi al contrario delle altre categorie agricole forse ne avremo anche un piccolo e momentaneo vantaggio. Dunque la vicenda non dovrebbe appassionarci particolarmente. Monsanto peraltro, per me, non merita alcun aiuto da parte degli agricoltori. Si tratta di quella gente che brevetta i semi e ti fa causa se risemini la granella.

        Ricordo un vecchio sondaggio effettuato dal blog dal quale risulta che il 75 % di noi era favorevole al bando del glifo…a me sta bene tutto, mi adatterò (ed in generale sono convinto che più le situazioni sono dinamiche, più esce fuori l’agricoltore capace di trovare nuove soluzioni), prima si risolve la questione però, in un senso o nell’altro, meglio è.

        https://durodisicilia.wordpress.com/2016/07/01/limport-al-glifosate-continuera-per-altri-18-mesi-almeno/

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