Molte anomalie nel sistema Italiano dei controlli sul grano importato

spaghettiAidepi  (Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane) da alcuni giorni ha diramato un comunicato esultante, ripreso dai principali organi di informazione, nel quale si afferma che “Il Piano nazionale ministeriale per il controllo delle micotossine  pubblicato il 18 settembre 2017, non ha rilevato irregolarità in alcun campione di grano importato analizzato”. Sarà vero?

Nutriamo forti perplessità, così abbiamo provato ad approfondire.

Sul sito del Ministero della Salute (qui),

ministero.png

ci si imbatte così nella prima relazione Relazione riguardante il controllo delle micotossine negli alimenti, anno 2016.

Si suppone dunque che Aidepi faccia riferimento a questo documento (visto che nel suo comunicato si guarda bene dal citare chiaramente la fonte o il link dal quale ha attinto la notizia).

Le conclusioni della presente relazione sono però alquanto chiare e non sembrano confortare l’esultanza di Aidepi. Da quanto si apprende si è trattato di un primo anno di applicazione del piano, nel quale sono state riscontrate delle criticità e molti dati non sono stati inseriti nel sistema, rendendo così difficoltosa la valutazione dei dati…anche se non per Aidepi che ha invece le idee chiarissime…il grano importato è sano.

Leggiamo le conclusioni:

“Capitolo 7. Conclusioni
L’anno 2016 è stato il primo anno di applicazione del Piano nazionale, pertanto le criticità riscontrate possono imputarsi alla necessità di indicazioni volte ad uniformare l’applicazione della norma sui contaminanti.

Nel primo anno di applicazione, quindi, è stato riscontrato uno scostamento fra quanto programmato a livello nazionale, regionale e quanto inserito nel sistema. In funzione dei limiti temporali previsti per la validazione dei dati da parte delle Autorità delle Regioni/Province autonome, si è preso atto che molti dati del controllo ufficiale non sono stati inseriti nel sistema.
Inoltre, la mancanza dell’inserimento di specifiche informazioni nel sistema da parte dei laboratori, non obbligatorie per l’anno 2016, ha reso difficoltosa la valutazione dei dati. L’inserimento di tali informazioni è stato reso obbligatorio per i dati relativi all’attività di campionamento nel 2017.
Le Autorità competenti delle Regioni/Province autonome, nonché i laboratori ufficiali, sono stati informati sulle criticità evidenziate e al fine della relativa risoluzione e di armonizzazione della raccolta di dati per l’anno 2017 sono state fornite indicazioni (note di questo Ministero pr.0011225 del 24.03.2017; pr.0021541 del 24.05.2017) anche attraverso giornate informative/formative rivolte al personale delle Autorità competenti e dei laboratori ufficiali.”

Le criticità sono peraltro evidentemente riscontrabili, nel 2016 infatti non è affatto vero come afferma Aidepi che non è stata rilevata irregolarità in alcun campione di grano importato analizzato.

Secondo il sistema Europeo RASFF (un sistema di allerta sui contaminanti sui cibi e le materie prime), al quale ogni ente nazionale di controllo è tenuto ad inviare le segnalazioni di allerta ogni volta che un campione analizzato risulti contaminato oltre i limiti di legge, nel 2016 (anno al quale fa riferimento la relazione citata da Aidepi) in almeno 2 campioni di grano importato in Italy dagli Stati Uniti, furono riscontrate concentrazioni di micotossine (DON) ben oltre i limiti di legge.

Ne scrivemmo ampiamente in questo post, e i dati sono ancora riscontrabili facendo una semplice ricerca con i menù a tendina sul sito del RASFF.

respingimenti-grano

Dunque, a nostro avviso, non è affatto vero che il grano estero importato non ha presentato irregolarità nel periodo considerato, riteniamo quindi che Aidepi faccia propaganda e marketing di infimo livello per difendere i propri interessi di bottega, osserviamo che Coldiretti non sia stata capace di rispondere sul merito dei dati citati (rifugiandosi in oscure elucubrazioni) che invece se studiati ed approfonditi avrebbero giustificato le perplessità di alcuni sulla salubrità del grano importato e sul sistema dei controlli in Italia, che almeno sino al 2016 sembra fare acqua da tutte le parti.

 

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22 pensieri su “Molte anomalie nel sistema Italiano dei controlli sul grano importato

  1. https://amp.realagriculture.com/2017/10/european-parliament-passes-non-binding-motion-to-ban-glyphosate-by-2022/

    “Per il Canada e gli altri paesi che esportano le colture nell’UE, la deautorizzazione di glifosato significherebbe che i limiti massimi di residui (LMR) per glifosato scenderebbero al livello di default di 0.01mg / kg. Attualmente i limiti massimi di glifosati dell’UE per canola, soia, grano, avena, orzo, girasoli, piselli e lenticchie sono compresi tra 10 e 20 mg / kg.”

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    1. Sì, il bando del glifosate in Europa avrebbe un effetto devastante sulle importazioni. Penso che complessivamente ci guadagneremmo almeno i primi anni, anche se non potremo più usare un principio attivo comodo ed economico.

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  2. controllare l’origine del grano è sicuramente più difficile che controllare la presenza di micotossine o residui chimici. Una volta macinato e trasformato, miscelato qualcuno è in grado di fare un esame sulla pasta e dire da dove proviene la materia prima? Chiunque può scrivere sul pacco che la pasta è prodotta da grano italiano e chi controlla tutti i mulini italiani se cio che scrivono corrisponde al vero????

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      1. non credo, questa gente non legge e non ascolta, sanno già tutto loro…si saranno soltanto resi conto di avere replicato in maniera penosa sul primo articolo di Repubblica.

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    1. sono convinto che il grano Italiano è mediamente più sano di quello NordAmericano, e non perché siamo più bravi, più onesti, più buoni noi produttori agricoli Italiani, ma semplicemente perchè l’Italia (il Sud specialmente) come luogo geografico per clima e territorio è naturalmente vocata alla produzione di granelle sane, con minime o modeste concentrazioni di tossine e residui di agrofarmaci…credo sia incontrovertibile, nessuna persona dotata di un minimo di conoscenza ed onestà intellettuale può negarlo…non si capisce dunque perchè il made in Italy non dovrebbe valorizzare questi aspetti propri ed intrinseci dell’Italy….è veramente arrogante e meschino che gli industriali ed i loro organi di informazione cerchino di dissimulare la realtà e sviliscano il nostro prodotto ed il nostro meraviglioso territorio per mero interesse commerciale.
      Se qualcosa di migliore e peculiare, rispetto al resto del Mondo, viene prodotto in Italy non è per merito loro (o nostro), anche gli altri studiano e si danno da fare per fare prodotti sempre migliori, ma per le caratteristiche climatiche e territoriali dell’Italy stessa, quelle sì difficilmente replicabili ed emulabili in altre località.

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      1. Sono pienamente d”accordo.
        Ricordo un noto industriale della pasta che non perdeva occasione per denigrare il grano duro del tavoliere, sostenendo che lui preferiva comprare il canadese e australiano perché migliori, intanto racimolava a più non posso grano locale. Quest”anno, vista l’etichettatura obbligatoria, lo stesso, in un”intervista, ha dichiarato che dal 2016 compra e trasforma solo grano italiano, made in italy. Sarà vero?Meschino é il minimo.
        Gente come questa é priva di scrupoli ed é capace di ricorrere a qualsiasi espediente per fare i propri interessi.

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      2. Avete visto la trasmissione scientifica Leonardo su rai tre oggi? Hanno spiegato molto chiaramente quello che sosteniamo un po’ tutti noi , in merito a tossine e residui di glifosade nel grano che arriva nei porti italiani , ma c’è qualcuno in alto che non ci vuole proprio sentire. Da noi c’è un detto che dice : il filo va a filo il piombo va a piombo ma il muro va storto.

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      3. l’ho visto anche io il servizio su tg leonardo, ben fatto e molto chiaro, ma ci fermiamo sempre e solo alle belle parole, tutto procede come prima. del resto trasmissioni come report e presa diretta denunziano cose ben peggiori, ma il giorno dopo tutto è sempre uguale…….

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      4. Il fatto è che le scelte della maggioranza dei consumatori vanno proprio a riempire le tasche dell’industria pastieria: vedi le varie mode degli integratori, del gluten free, dell’estetica del prodotto troppo raffinato…la domanda guida l’industria non il contrario…

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  3. Sembra di lottare con un muro di gomma, anche se la legge gli impone di controllare e di non girare la testa dall’altra parte, fanno in modo che anche se guardano non vedono. Voi avete una soluzione a questo stato di cose così bene organizzato e orchestrato tale da non non far trapelare dati e anche se trapelano non sono attendibili per questo o quel motivo ma non è mai colpa di nezzuno? nel frattempo i prezzi del grano stanno scendendo ancora sotto il costo di produzione.

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    1. Questa è l’Italia, dove tutti hanno ragione, nessuno ha responsabilità, e finisce tutto in un fiume di parole senza che cambi mai nulla.
      Per come la vedo io, la soluzione è individuale…ottimizzare la propria attività al meglio adeguandosi alla concorrenza globale pur con le zavorre del nostro amato paese, oppure espatriare…se si spera in altro ci si illude.

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