Ceta, l’accordo in difesa della cerealicoltura…canadese

ceta2Penso che lo sappiate, è in corso di ratifica il trattato di libero scambio tra UE e Canada: il CETA. Varie sono le implicazioni di questo accordo, ma per noi cerealicoltori è principalmente uno: si potranno importare dal Canada cereali a dazio zero senza più alcun vincolo.

Per la verità negli ultimi anni questi dazi non sono mai stati attivati in quanto è mancata la volontà politica da parte della Commissione Europea, tuttavia essi erano potenzialmente utilizzabili e ciò secondo me impediva un accordo strutturale (potremmo dire di filiera) tra la nostra agroindustria e la produzione cerealicola canadese, visto che in qualsiasi momento i dazi sarebbero potuti intervenire a sparigliare le carte.

Perchè importare cereali dal Canada? Per la maggiore qualità dicono gli agroindustriali, per ridurre i costi della materia prima, aumentando ulteriormente senza barriere commerciali la concorrenza tra noi produttori nostrani ed i canadesi, secondo me (e non solo secondo me, visto che alcune associazioni di consumatori come l’ADUC sono pro-Ceta e riportano tra le ragioni a favore una riduzione dei costi).

Così Coldiretti ha perfettamente ragione quando afferma che si tratta di un regalo alla lobby degli industriali. Un regalo peraltro a senso unico, senza alcun ritorno anche potenziale per la nostra cerealicoltura.

Il fronte del No al Ceta è comunque ben nutrito e variegato con Coldiretti in testa, alleata a  Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch.

Politicamente M5S, FdL, Sinistre varie, Lega ed altri sono contrari, a favore PD e Forza Italia. Si dovrebbe votare il 25 luglio in Parlamento per la ratifica finale che ci sarà comunque perché l’Italia è troppo debole per potersi opporre ad un accordo di portata Europea.

Menzione speciale comunque per Giovanni La Via, Europarlamentare siciliano, considerato paladino degli agricoltori siculi, il quale si è espresso pubblicamente a favore dell’accordo di libero scambio con il Canada (qui), eppure qualche anno prima era stato eletto proprio per le sue posizioni nettamente contrarie ad un accordo simile con il Marocco….forse nel suo collegio elettorale si producono più arance che grano duro.

Chiudo con Martina, il Ministro dell’Agricoltura:

“Penso che dobbiamo guardare all’accordo commerciale con il Canada come ad un punto di partenza, come un’opportunità”

Condivido, senz’altro una opportunità per l’agricoltura canadese e l’agro-industria che opera in Italia, per il resto, cioè per noi agricoltori locali, se va bene cambia poco, se va male ci lasceranno produrre qualche tonnellata di grano antico (giusto per far finta che esiste una agricoltura virtuosa in Italia) ed il grosso della materia prima che arrivi pure da Oltreoceano.

La politica agricola in Italia ha una grande colpa secondo me, ha alimentato in questi ultimi venti anni per vari motivi un sistema produttivo agricolo nazionale poco competitivo da un lato e dall’altro ha aperto i mercati a concorrenti ipercompetitivi esteri…se fosse una gara sportiva non si accetterebbero puntate sul vincitore finale.

Di seguito alcuni link utili per approfondire

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Accordo-Ceta-svende-made-in-Italy-migliaia-a-Montecitorio-16c27024-b7f0-47a2-a4d6-d1374cb21259.html

http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/mondo_agricolo/2017/07/05/accordo-ceta-svende-made-in-italy-migliaia-a-montecitorio_1acc1b44-4444-4aaf-968c-1b3627902085.html

http://parma.repubblica.it/cronaca/2017/07/05/news/ceta_coldiretti_in_piazza_no_a_prosciutto_e_parmigiano_prodotti_all_estero-170015634/

 

 

 

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38 thoughts on “Ceta, l’accordo in difesa della cerealicoltura…canadese

  1. Il 06 luglio la rai ha dedicato una intera puntata della trasmissione “Petrolio” al grano duro e alla pasta ……. Tanti gli argomenti trattati e le interviste anche a soggetti neutrali, come ricercatori di università ecc.
    Al minuto 7 circa della trasmissione, mi è piaciuta la comparazione che ha fatto la giornalista che intervista un funzionario delle dogane di Bari definendo l’Italia ” come un grande Duty-free; praticamente Bari , ma l’Italia in generale , per i pastai è come Livigno.

    http://www.raiplay.it/video/2017/06/Petrolio-a2a05b9c-b5ca-419b-9e38-99df02147d49.html

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  2. Pessimo accordo, ma nulla a che vedere con i mali Italici del mondo agricolo, siamo onesti gran parte dell agricoltura vive di sussidi , l’unica vera riforma che renderebbe il comparto competitivo è la definizione restrittiva di agricoltore attivo, troppe finte aziende che sono aperte solo per percepire la pac , i proprietari ( compreso me ) credono che i sussidi siano un diritto dato dal catasto terreni arrabbiandosi se vengano intaccati da annate disastrose.
    Chiudiamo la pac poi si vedrà realmente chi ha diritto di stare sul mercato.
    Tutto ciò non avverrà mai i sindacati vivono di questi e si batteranno fino alla morte per non far chiudere l’azienda di 3 ettari che non pagherebbe la tessera se non ci fosse la pac.

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  3. Comunque a leggere i dati secchi sembra che l’Italia esporti in Canada per un valore di 5 miliardi di € ed importi per 2 miliardi di €
    https://www.nextquotidiano.it/ceta-cosa-bufale/

    secondo me la fregatura è principalmente per il nostro settore cerealicolo e solo su quello si dovrebbe battere per avere una compensazione per il settore, come hanno previsto in Canada per i settori danneggiati dall’export Europeo

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  4. Che la finanza mondiale decida ormai tutto non mi sembra uno slogan (vedi le guerre,tutte programmate, ci sono tante bombe ed altro da consumare. ….). Elogio a tutte le persone di buona volontà che con tanta abnegazione riescono a reagire e a farsi valere fuori ad ogni costrizione predeterminata (dalla politica, dalle leggi, dal mercato, dalle regole di conduzione aziendale sempre più restrittive, dalle tasse, IMU, Consorzio di bonifica etc.).
    Solo per reggere a tutto questo, le persone di questo tipo(di buona volonta’) le idee e le programmazioni c’è l hanno sicuramente e devono comtinuamente rinnovarle altrimenti avrebbero già chiuso.
    Buon mercato a tutti ( per quello che riusciamo a fare) e grazie a Granoduro che attraverso le sue conoscenze le sue informazioni e anche la sua perspicacia, la maggior parte di noi del blog riesce a far valere un po’ di più il proprio prodotto.

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  5. E poi è proprio questo logica folle la base su cui è stata concepita e si è articolata la globalizzazione. Ad oggi i la sperequazione dei redditi è aumentata, la forbice rocchi poveri delinea un quadro di Chiara intenzionalità delle classi dirigenti di procedere su questa strada. I concetti di destra e sinistra storici sono ormai obsoleti e non corrispondono alle reali definizioni delle confezioni politiche della società. Questo è il punto. Non si può continuare su questa strada. Siamo alle soglie di una seconda rivoluzione francese.

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    1. No, questa per me è propaganda sterile di ceti decadenti..la sperequazione dei redditi a livello globale è aumentata soltanto perché prima c’era il leviatano comunista che rendeva metà della popolazione mondiale ugualmente povera. Oggi quella stessa popolazione è formata da ricchi e da poveri come è ovvio che sia in un sistema capitalistico e di mercato.
      La globalizzazione è un grande successo a livello globale, come indicano tutti i parametri economici… l’Italia purtroppo non ce la può fare per demeriti propri secondo me (in quest’ottica aprirsi al mercato globale è controproducente), ma nessuna Rivoluzione Francese, siamo un popolo di vecchi e pensionati viziati…in un sistema di libera concorrenza non possiamo che subire…non rimane che lamentarsi ed in questo siamo imbattibili.

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      1. Puo sembrare che siamo alle soglie della nuova rivoluzione francese ma se si vanno ad osservare i livelli di diseguaglianze (ricchi/poveri) di quei tempi, si nota che erano superiori a quelli odierni. Perció il tanto nelle mani di pochi e poco nelle mani di tutti gli altri…non farà scattare nessuna miccia al momento. Siamo su quella strada questo si, ma non è il momento di rivoluzioni, guardatevi attorno, un paese di anziani si e no un figlio per coppia, lobby che badano al proprio orticello, politici chiacchieroni che rispecchiano l italiano medio..la rivoluzione si avrà solo quando cambierá una mentalità italica unica nel mondo per incoerenza e incapacita. Il ceta potete ampiamente ritenerlo giá approvato

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      2. Le differenze reddituali ci sono nei paesi ricchi e sono aumentate. Questo è un fatto. Che la globalizzazione sia un successo mi sembra un tantino azzardato. Un successo per chi? La politica ha perso il ruolo cruciale di definizione delle politiche economiche. Il suo posto l’ha preso la finanza che adotta logiche diverse, piaccia o non piaccia, ma che sicuramente sono autoreferenziali. Che l’Italia nella globalizzazione non ce la possa fare è probabile, ma non scontato. E comunque dov’è l’obbligo di aprirsi ad ogni mercato? A queste condizioni?

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      3. Secondo alcune fonti non è così, in ogni caso non mi pare che eliminare le differenze economiche o limitarle renda necessariamente l’uomo più felice o benestante.
        Personalmente sono disinteressato alla questione se il mio vicino sia ricco e quanto lo sia e quanto più di me, a me interessa che io stia bene principalmente.
        Il reddito procapite è aumentato in ogni caso sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo.
        La globalizzazione è principalmente un successo per molti Paesi prima in via di sviluppo come Cina ed India secondo me, ed a mio avviso se lo sono largamente meritato.

        Non c’è nessun obbligo di aderire ai trattati, ma è inevitabile, siamo deboli, abbiamo un debito pubblico enorme che cerchiamo di piazzare ogni mese ad investitori stranieri, abbiamo paura ad andare da soli, ci accodiamo alle decisioni degli altri….ed in questo specifico caso non è neanche scontato che il Ceta nel complesso non convenga all’economia Italiana, visti i numeri in ballo. Direi che per fortuna non vota il popolo direttamente altrimenti farebbe l’ennesima sciocchezza come ne ha fatte tante in passato.
        Torno a dire che il problema del Ceta riguarda principalmente noi cerealicoltori e ci saremmo dovuti battere per una compensazione per il settore invece di lanciarci in critiche ideologiche al sistema che non portano a nulla, secondo me.

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  6. A mio avviso illudersi che qualcuno non firmi o che questi trattati non passino è un po’ come essere pellerossa e credere che i bianchi rispetteranno i trattati e smetteranno di invadere il paese.

    Non sono cose che vengono decise democraticamente. Non sono faccende in cui si accettano veti e proteste di paesi periferici.

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    1. Secondo me vengono decise dai parlamentari che avete eletto in maniera del tutto democratica…e che probabilmente è proprio della democrazia fare scelte sbagliate….a maggior ragione in un paese decadente come l’Italia.

      Nello specifico il PD è sempre stato apertamente favore dei trattati di libero scambio (sono anni che li vota e li supporta tutti al Parlamento Europeo) , giustificandolo con l’idea internazionalista tipica della sinistra storica…dunque visto che ha ricevuto la maggioranza dei voti degli Italiani, si tratta di una scelta perfettamente legittima e democratica.
      Forza Italia invece sui trattati di libero scambio ha sempre avuto una posizione ondivaga… probabilmente funzionale agli interessi del Capo, ma insomma anche questo è risaputo da parte di chi lo vota.

      Dunque affermare che si tratti di scelte antidemocratiche soltanto perché contrarie alle nostre idee, questo si è profondamente antidemocratico.

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      1. Ok ma in questo caso siamo di fronte alla situazione per cui una nazione di 40 milioni di abitanti concorda un patto di libero scambio con un’entità che si popolazione fa 500 milioni. Non dovrebbe essere difficile definire chi avrà maggior vantaggio. La loro agricoltura è costruita essenzialmente sulle esportazione, e questo va bene, ma sbandierare che questo possa tradursi in un vantaggio per l’Unione intera è per quanto mi riguarda un falso.

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      2. Quando li avremmo eletti… Non ne ho più memoria, non ci fanno nemmeno più votare!
        Allo stato attuale ci vorrebbe un referendum popolare sul CETA, con un risultato, qualsiasi esso sia, da rispettare, allora, solo allora, sarebbe democrazia.

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      3. L’Italia è una democrazia rappresentativa, le regole sono chiare dal Dopoguerra. Il referendum in Italia può essere solo abrogativo e solo su certe materie (ma non era la Costituzione più bella del Mondo?). Il popolo 5 anni fa si è espresso dando la maggioranza relativa al PD il quale ha sempre espresso una posizione a favore dei trattati di libero scambio internazionale con chiunque credo…ergo il popolo ha voluto il Ceta consapevolmente….dunque si può giustamente esprimere contrarietà ad esso, ma evocare l’antidemocraticità è ingiusto.
        In America il popolo ad un certo punto si è rotta le palle dei trattati di libero scambio ed ha eletto Trump, che potrà piacere o meno (a me non piace) ma in 48 ore ha bloccato il trattato con la UE ed il trattato transpacifico, dunque la finanza mondiale non ha potuto nulla di fronte ad una chiara volontà popolare.
        In Italia quando si vota sembra che si pensa ad altro, salvo poi dare la colpa ai potentati internazionali, ebrei, massonerie, finanze e compagnie danzanti…

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      4. Mettiamola così: io non mi sento assolutamente rappresentato dall’attuale governo e non sono mai stato a favore dal libero scambio.
        Si sarebbe dovuto votare da tempo, invece ogni volta che c’è una crisi di governo, fanno il cos’ì detto rimpasto e arrogantemente continuano a rimanere attaccati alle poltrone.
        Intanto, si sono succeduti tre presidenti del consiglio,invece di far votare al popolo sovrano i propri rappresentanti.
        Facciamo un esempio, La Boldrini eletta nelle fila di sinistra ecologia e libertà, non rappresenta più nessuno, il suo partito non esiste più, magari si riciclerà con i suoi simili alle prossime elezioni.
        A pensare che è presidente della camera, nonostante il suo partito prese poco più del 3% mi vengono i brividi.

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      5. c’è un Presidente della Repubblica, lui solo decide quando si sciolgono le Camere, altrimenti si arriva a fine legislatura…è sempre la Costituzione più bella del Mondo

        ma quanta fretta di andare a votare per ritrovarci con un Governo che sarà peggiore dell’attuale, chiunque esso sia.

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      6. Bah democrazia… Le scelte impattate dalla dimensione geopolitica globale sono spesso quasi obbligate, la dimensione politica locale, democratica o meno, difficilmente riesce a modificarle. Se ci riesce lo deve fare con attenti compromessi di cui i padri fondatori dell’Italia moderna erano maestri.

        Purtroppo i loro figli e nipoti non hanno né la loro cultura, né la volontà, e quindi anche il poco che si potrebbe fare non si fa. Meglio, appunto, appiattirsi su raffazzonate giustificazioni ideologiche di inevitabili scelte operate altrove come fanno i ns partiti.

        Poi se mi parli di Forza Italia è importante ricordare che quando gli interessi del Capo si sono scontrati con la dimensione geopolitica, il Capo è stato prima massacrato finanziariamente e poi costretto ad abdicare. Adesso accarezza agnellini e barboncini.

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      7. Certo, un presidente che fa la volontà del governo che lo ha eletto.
        Si è vero potrebbe essere anche peggio visto che non sono stati in grado di fare una legge elettorale seria, che fanno leggi confusionarie, spesso manco loro capiscono cosa hanno scritto. Non vorrei dilungarmi, ma qui ormai si campa alla giornata, ogni due anni riformano la scuola, per peggiorarla. Sono stati capaci di inventarsi il reato di femminicidio, come se non esistesse già l’omicidio. Hanno stravolto i principi consolidati del catasto terreni, vi erano i fabbricati rurali, nati tali, nel rispetto degli strumenti urbanistici, che dovevano essere tutelati, in quanto beni architettonici, memoria storica del passato, invece sono stati rasi al suolo dai proprietari a causa delle tasse, perché tassati nonostante non avessero nessun valore di mercato.
        Hanno ammodernato il settore agricolo, arrestando i titolari d’aziende e confiscando i beni, per combattere il caporalato. Non era più sensato sanzionare l’imprenditore ed arrestare il caporale? Non sarebbe stato più sensato abbassare le tasse sul lavoro? I ladri e delinquenti incalliti invece vengono denunciati a piede libero. Le cooperative usate e fatte ad hoc dagli amministratori degli enti pubblici per assumere loro conoscenti (o votanti) non sono forse anche dei caporali? Hanno stravolto la legittima difesa presente nel nostro codice penale rendendola meno logica e poco chiara, tanto poi diranno che la colpa è dei magistrati che non la sanno applicare.
        Scusate lo sfogo, ma questi mi hanno fatto rimpiangere la prima repubblica.

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      8. come si dice: si raccoglie ciò che si semina, secondo me l’Italia ha seminato male in questi anni (almeno io ho sempre avuto questa percezione) e raccoglierà peggio, la classe politica è lo specchio del Paese…sarà sempre peggio sino a che non accadrà qualcosa di traumatico, io credo…dunque ad ogni elezione si susseguirà un governo mediamente peggiore, anche se con le migliori intenzioni, posto che ci saranno.

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  7. so che è di moda prendersela con la Germania per qualsiasi motivo, ma se nei prossimi giorni i parlamenti nazionali si potranno pronunciare sul Ceta lo dobbiamo a lei.
    Fosse stato per il governo Italiano, la ratifica sarebbe avvenuta solo a livello Europeo e così si pronunciava
    “L’Italia considera il Ceta un accordo miliare, il cui fallimento potrebbe avere conseguenze negative per la politica commerciale dell’Unione Europea e per la credibilità dell’Europa quale partner commerciale affidabile”

    Almeno individuiamo i veri responsabili.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/07/05/trattato-ue-canada-commissione-e-italia-puntano-a-scavalcare-i-parlamenti-nazionali-no-di-berlino-e-parigi/2881063/

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      1. Commento superficiale, si tratta di meri slogan da nostalgico del ventennio. Io accetto tutto, ma si deve essere capaci di esporre le proprie idee, per quanto possano essere radicali. Altrimenti meglio tacere almeno sul mio blog.

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  8. I nostri politici stanno facendo un gran favore alle agroindustrie, mettendo in ginocchio miglia di agricoltori e non hanno il coraggio di dire perché sono favorevoli.

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  9. Ieri ero a Roma e voglio aggiungere due cose:
    1- le forze politiche che hanno preso la parola quali fratelli d’Italia, la lega, sinistra italiana e le regioni rappresentate da Zaia hanno detto che cercheranno in tutti i modi di far slittare il voto al senato del 25 di luglio in modo da far capire alla maggioranza che questo accordo avvantaggerebbe solo la Germania e non il nostro paese;
    2- nell’ultima votazione al senato, forza Italia si è astenuta e quindi si spera stia valutando la possibilità di cambiare idea.
    PS anche il professor Tremonti ha preso ieri la parola spiegando che l’Italia perderebbe veramente tanto se dovesse essere siglato questo accordo.
    Il ministro Martina invece non ha avuto nemmeno il coraggio di venire a spiegare le motivazioni che spingono il suo partito a votare per il sì

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