Romacereali 2017: il report

logo romacerealiL’ormai consueto appuntamento di Romacereali sul mercato cerealicolo ha avuto luogo due giorni fa. Già pubblicato il report di sintesi.

Eccolo

sintesi-2017-romacereali

Sotto estrapolata la tabella della produzione mondiale secondo le stime IGC.

tabella Duro

Duro mondiale visto in calo produttivo, ma consideriamo che le riduzioni principali  (a parte l’Italia) fanno riferimento a Canada ed USA dove la semina è ancora in corso (anche in Kazak), dunque le stime sono solo su base statistica.

In NordAfrica invece già si raccoglie, dunque in concreto e sensibile aumento produttivo, certamente in Marocco, ma ho dei dubbi sulla situazione algerina che non dovrebbe essere così favorevole a giudicare dai dati meteo degli ultimi mesi.

In prospettiva il mercato nei prossimi mesi lo farà la reale entità della produzione nostrana (sembrerebbe medio-buona complessivamente) e le aspettative NordAmericane che via via si andranno mettendo a fuoco. Nel breve periodo, probabili quotazioni deboli e prudenti.

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41 pensieri su “Romacereali 2017: il report

  1. Secondo me comincia a diventare molto piu realistica la stima coceral che sarebbe un meno 15% europeo cosa non da poco ci sarebbe da capire la turchia in che condizioni sono e l ultimo dato gli americani e canadesi io sono sempre convinto che i canadesi si libereranno del grano pesantemente contaminato a qualsiasi prezzo mi sembra di aver letto di grano non adatto neanche all alimentazione animale tanto era alto il don magari terranno quello migliore in attesa magari a un rialzo dei prezzi

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    1. Mi sembra che il rialzo ci sia a questo punto, visto l’aumento su tutte le piazze francesi.

      Comincio a credere che ci sia un grosso problema produttivo da qualche parte, forse proprio in Italia.

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  2. Per punire chi non ha venduto a 17 il vecchio raccolto. Ai canadesi è consentito riportare le scorte 2016 alla nuova campagna per poterle miscelare col nuovo raccolto, nella speranza di abbattere le tossine del Vomi-durum e poterlo commercializzare ad un prezzo più favorevole. A noi, invece, impongono – senza contratto – di chiudere il conto deposito di grano sano, leale e mercantile entro Maggio a qualsiasi prezzo. Viva l’Italia, viva la globalizzazione.

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      1. Oraguzz faresti bene ed e’ quello che tutti dovremmo fare in questo caso. Ma sei sicuro che il commerciante ti darebbe indietro proprio il tuo grano, sempre che non l’abbia gia’ venduto a tua insaputa?

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    1. I canadesi hanno investito in silos, e detengono il prodotto in azienda. La libertà e l’autonomia hanno un prezzo…noi non lo vogliamo pagare, non siamo disposti a rischiare nulla in proprio…tanto noi abbiamo la Pac…se ci fosse davvero la globalizzazione sarebbe dovuta già essere abolita…in realtà godiamo di un privilegio enorme rispetto ad un farmer canadese e ci lamentiamo pure.

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      1. io purtroppo non posso permettermi i silos aziendali, uno perchè ho un’azienda agricola ricadente su più comuni dove non esistono quasi più le strade,poi il grano fino a non molto tempo fa lo stoccavo in azienda è dal raccolto alla vendita un discreto margine c’era,affittavo un camion per lo stoccaggio ora io ti posso dire che ben venga la pac aiuta a tutti agricoltori e commercianti,che se pur lamentandoci si continui ancora a seminare il grano, magari l’abolissero è ci fosse una vera globalizzazzione. e concorrenza, pur lamentandomi vado avanti facendomi i miei piani aziendali facendomi i miei conti perchè io di agricoltura vivo è cerco di farlo con passione,e la pac aiuta come aiutano le varie misure del p.s.r. nel mio areale dove credo che tutto costa un po di più dai costi dei prodotti alla gestione delle macchine ecc…saluti

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      2. Diciamo che se ci fossero regole globali uguali per tutti e ci si affidasse unicamente al mercato, noi non dovremmo avere la Pac. Quindi quando ci si lamenta dei vantaggi dei concorrenti (molto spesso costruiti meritatamente) si valuti anche il grande privilegio di cui godiamo…che purtroppo tuttavia secondo me si ritorce alla fine contro di noi, visto che non consente quella selezione Darwiniana che invece è necessaria per creare aziende in grado di stare sul mercato. Aiuta a sopravvivere, ma scava la fossa giorno dopo giorno, come una droga.

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    2. Sig.Caio scusi per questo mio intervento…ma le volevo spiegare due tre cose in risposta a quello che ho letto…innanzitutto le dico che le parlo da piccolo commerciante che nel contempo è anche agricoltore…
      come prima cosa le dico che la campagna granaia ha un inizio (come tutte le cose) ed una fine che consiste nella liquidazione del grano da parte del cliente agricoltore che per noi si chiude ogni anno nel mese di Aprile sia se il prezzo e’ a 40 sia come quest’anno a 17, quindi credo che il problema dell’obbligo come “cosa conveniente per il commerciante” non sussiste …
      come seconda cosa dalle nostre parti il commerciante funge anche da “ente creditore”… ora mi spiego meglio ..dalla semina al raccolto al cliente agricoltore forniamo tutto quanto occorre per affrontare la campagna senza chiedere ” pagamenti immediati “(aspettiamo anche noi il raccolto per essere giustamente pagati per la merce fornita anzi spesso prima del raccolto diamo degli acconti per prossima fornitura merce, anzi i clienti a volte non saldano i conti e non conferiscono neanche il grano e siamo costretti ad usare altre procedure che hanno anche loro costi esorbitanti)…
      come terza cosa …devo dirle che un commerciante non è finanziato con contributi e varie dallo Stato e quindi per mantenere silos capannoni camion operai etc…le risorse le impiega …e anche lei sa che tra IMU TASI IRAP CONTRIBUTI OPERAI DICHIARAZIONE REDDITI SOCIETARI etc..anche noi dobbiamo lottare per rimanere a galla….
      come ultima cosa …penso che tra un agricoltore e un commerciante si costruisce nel tempo un rapporto di fiducia reciproca che va al di là delle speculazioni sul prezzo del grano che non dipendono di certo da noi che ci auguriamo sempre di avere di fronte un cliente soddisfatto …da 40 anni e per due generazioni noi non abbiamo mai negato un soldo a nessuno, abbiamo aiutato chi non era in grado nemmeno di seminare un ha di terra, abbiamo preso fregature e dopo essere caduti ci siamo sempre rialzati senza colpevolizzare chi nella filiera si trova nello scalino sopra il nostro…Io sostengo da sempre che un agricoltore soddisfatto spende di più perché concima …perché diserba e utilizza anche il fogliare… insomma le volevo dire che è una catena …e ognuno nel suo ruolo è un anello indispensabile all’esistenza della stessa…
      Scusate per essermi dilungato …

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      1. Miseri discorsi di commerciante bugiardo. Conosco almeno una dozzina di commercianti che hanno fatto gli impianti con i contributi dei PSR. Come ente creditore chissá quanti interessi raccogle dai debitori! Molti anni fa i commercianti non erano altro che dei mediatori e si accontentavano del 2% sul prezzo che pagava il mulino. Ora come ora speculano su tutto. Non conosco un commerciante che non abbia acquistato centinaia di ettari di terreno. Le frottole le vada a raccontare da un’altra parte.

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      2. Skandiski

        C’è del vero in quanto dici, come sappiamo i commercianti non sono certo l’anello debole della catena (mi sembra tuttavia meno oggi di ieri, quando avevano l’esclusiva delle informazioni di mercato) …tuttavia eviterei la prossima volta di dare del bugiardo a qualcuno che non conosciamo e che ha espresso pacatamente il suo punto di vista in un commento… rivelando peraltro apertamente la sua professione senza infingimenti. Direi che se si ha qualcosa da dire sul comportamento del commerciante, piuttosto che fare i leoni da tastiera sul mio blog, sarebbe meglio dirglielo direttamente in faccia, o cambiare commerciante o denunciarlo direttamente se siete convinti che abbia percepito contributi illegittimamente (basta un esposto anonimo presso la Procura di competenza).

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      3. Vedo che hai dato una tua personale interpretazione al mio commento, o forse mi sono espresso male io.
        Per essere chiaro:
        In faccia, quando avevo da dire qualcosa, l’ho sempre fatto.
        Il commerciante non ho bisogno di cambiarlo poiché il prodotto lo vendo direttamente.
        Nessun commerciante mi ha mai finanziato, anzi è stato il contrario. Il leone, anche se potrei dare questa impressione non sono io, ma chi si erige a salvatore e finanziatore degli agricoltori.
        Per aver usato il termine “bugiardo” mi scuso, diciamo che ho le mie opinioni.
        Noterai che nel commento non ho assolutamente riportato che i contributi sono percepiti illegittimamente, ma semplicemente, che li percepiscono, contrariamente a quanto riportato nel commento del commerciante, anche loro (per costruire o ammodernare le strutture di stoccaggio), e pure in maniera consistente.

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      4. Skandiski
        Sei la prova vivente che si può fare a meno del commerciante, dunque chi gli si rivolge lo fa perché lo ritiene conveniente per qualche motivo. Nessuno è costretto, gli accordi con il commerciante possono essere vari ed oggetto di trattativa…tutto può e secondo me deve essere definito all’atto della consegna del prodotto. Trovo strano che qualcuno si svegli all’improvviso e si lamenti della chiusura del conto deposito ad Aprile…quando generalmente è una prassi consolidata ed in ogni caso va chiarita al momento del conferimento.
        Lamentarsi dunque secondo me non ha senso visto che si tratta di un libero accordo privato preso dalle parti.
        Tutto quanto ci racconta Kalo poi a me pare onesto, anche i produttori sono talvolta poco seri, indebitandosi con il commerciante per poi conferire il prodotto ad un altro ad esempio.
        Certo Kalo dimentica di dire che quando il commerciante fa credito poi ricarica il costo degli interessi sulla merce che vende all’agricoltore….ma è normale, lo sappiamo tutti, altrimenti sarebbe un benefattore.
        Non sapevo che i commercianti potessero accedere ai Psr per la realizzazione di impianti di stoccaggio…deve essere una cosa recente…un motivo in più per avversare Pac, Psr e compagnia danzante.

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      5. 1) chi vuol imprendere con i soldi degli altri non andrà lontano. Il commerciante non è un benefattore ed ogni servizio si paga. È logico.
        Lo sappiamo tutti come è diverso il pagamento in contanti dal “ti pagherò”.
        2) anche i sementieri, le organizzazioni di produttori, etc… partecipano ai psr.
        Chi fa davvero l’agricoltore odia la pac e i psr. I veri imprenditori agricoli odiano questo meccanismo che distorce la realtà.

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      6. HEI che mi sono perso ……cmq sia il lavoro del commerciante e affascinante e tuttavia dopo averne praticato tanti ogni tanto qualcuno mezzo onesto che si accontenta di poco con grossi volumi lo si trova io ho avuto la fortuna di trovarlo e skandiski ti assicuro che abbiamo un rapporto cosi lineare che spesso sono io che spingo affinché lui si paghi i suoi servizi di cui mi sembra giusto

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      1. La commissione farà 2 prezzi, uno per il grano 2016, ed uno 2017….. Ovviamente, quando conveniva a noi la doppia quotazione per distinguere quello invenduto del 2015 non hanno fatto una beata minchia, ora invece fa comodo per loro!!!

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      2. Farà due prezzi? Ma siete sicuri? Io dico che quando arriverà il 2017, sarà quotato solo il 2017.
        E non ci vedo nulla di male nella distinzione tra la quotazione del vecchio raccolto e del nuovo….cosa che è in uso nelle quotazioni francesi da anni ad esempio.

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      3. Si, dovrebbe essere così per quest’anno….Granduro capisco il tuo essere favorevole, ma doveva essere così anche l’anno scorso con maggiorazioni per il grano notevolmente più proteico del 2015 invenduto…(in media io avevo 2.5 in più di proteine)

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      4. Primi prezzi zona borgo libertà 24 . 25 euro ql rese medio basse tra i 15 e i 30 ql ettaro disastrose su sodo . Rese medie pianura fiume ofanto si toccano anche i 50 ql su maggesi medie 40 ql.

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    1. Sì, mi sembra che quanto riporti sia corretto, l’aumento a 5,7Mt è comunque inferiore alla proiezione IGC a 5,8 Mt…direi che ancora è troppo presto per valutare la produzione NordAmericane…in ogni caso la semina sembra che proceda senza intoppi.

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  3. A mio parere, sembra una visione un po’ ottimista, sulla Spagna, Grecia, Messico, Algeria. Voglio ricordare che IGC nel 2014, se non ricordo male, sbagliò le sue previsioni di qualche milione di tonnellate. Nessuna illusione, valutiamo l evolversi del mercato e i reali raccolti futuri.

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  4. Noto che la turchia dalle stime si sta avvicinando all italia come produzione comunque secondo me sono troppo ottimistiche grazie per la quantita di informazioni che vengono pubblicate sul blog

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