DurumDays il video

logo_DRUMDAYSIn questo post vi segnalo il link con il video completo di Durumdays, la manifestazione organizzata dalla CCIAA di Foggia che si occupa del mercato globale del Duro.

http://www.durumdays.com/live-streaming/

Inizia circa dopo 1 ora e 45 minuti, e vi consiglio di seguire gli interventi tecnici, circa sino a 3:45.

Un buon passo per la comprensione dei mercati se avete una idea vaga di cosa si muova oltre la vostra contrada, ma a mio avviso con un sottofondo propagandistico teso ad infondere speranze ai produttori ed al contempo spingerli verso un accordo stabile con l’agroindustria..del resto con quella sfilza di sponsor sindacali ed industriali sarebbe possibile attendersi una lettura obiettiva?

PS: ed il 26 maggio tocca a Romacereali

P.S.:2 Grafico dei consumi globali di Duro aggiornato al 2014…come è possibile che si possano ridurre le scorte globali con una produzione prevista nel 2017 superiore a 39 milioni di t è un mistero.

consume durum

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9 thoughts on “DurumDays il video

  1. Un altro argomento sollevato al Durumdays che ho trovato tendenzioso riguarda l’idea che in Canada ci sia una politica commerciale unica del grano gestita da fantomatici direttori commerciali.
    Se questo poteva avere un fondamento sino a qualche anno fa, sinchè il CWB è stato operativo è protetto da un sistema monopolista di Stato, oggi non è affatto vero.

    Oggi il farmer canadese è sovrano nelle scelte (del resto è un agricoltore evoluto supportato peraltro da associazioni di categoria proprie dei granicoltori che forniscono servizi di mercato affidabili, vedi ad esempio il sito http://www.pdqinfo.ca dove vengono fornite le quotazioni delle principali colture a cura di all’associazione granicoltori dell’Alberta ), così lui stocca e decide cosa fare in piena autonomia.
    E lo possiamo vedere dai dati delle scorte on farm
    https://durodisicilia.wordpress.com/2017/05/05/scorte-canadesi-meno-alte-del-previsto-e-la-prossima-campagna-si-fa-incerta/

    il grano 2016, a quasi un anno dalla raccolta, è infatti ancora prevalentemente nei silos aziendali dei farmer.

    C’è l’idea in Italia (ma anche in Francia http://www.lafranceagricole.fr/actualites/ble-dur-les-aides-couplees-une-spoliation-du-droit-commercial-1,1,2462047101.html) che l’agricoltore debba essere espropriato del diritto di commercializzare direttamente il grano…qualche tempo fa fu proposto più o meno velatamente anche in questo blog, dal principale importatore Italiano…ovviamente sedicenti esperti di mercato e sindacati spingono molto su questo aspetto, come anche gli industriali che per varie ragioni preferirebbero avere a che fare con qualche manager impomatato in grado di offrire grandi partite omogenee, sperando nella costituzione di società o consorzi di commercializzazione, nei quali insediare nelle comode poltrone dei consigli di amministrazione i loro uomini, certamente più malleabili dell’agricoltore medio.

    Io penso che l’agricoltore moderno, proprio sul modello del farmer canadese, debba essere più autonomo e competente possibile..quindi respingo l’idea del direttore commerciale che si sostituisce a lui per decidere la strategia di commercializzazione.

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  2. Secondo l’ultimo rapporto IGC le scorte globali di Duro, se si verificherà il calo delle produzioni Canadesi del 26 % ed ipotizzando un aumento dei consumi, saranno stabili a 11 milioni di t, senza variazioni rispetto all’anno passato.
    Le ipotesi affermate a Durumdays allo stato dei fatti sono evidentemente infondate….potranno anche verificarsi, ma al momento non sono supportate da nulla. Hanno venduto false speranze, io credo. Ad una lettura asettica della situazione se si verificassero esattamente le condizioni poste sarebbe ipotizzabile una sostanziale stabilità dei prezzi. Tenendo conto però che quasi mai si concretizzano le ipotesi, secondo me si può affermare, al momento, che la situazione è incerta in un senso o nell’altro, ma non vi è ragione fondata, allo stato dei fatti, per aspettarsi un aumento dei prezzi.

    Summary of the IGC Grain Market Report
    (GMR 476 of 27/4/2017)
    Outlook for 2017/18
    • Durum wheat: world durum wheat production is projected 1.2% lower in 2017/18,
    at 39.4m t, as a sharp recovery in North Africa would be outweighed by smaller crops
    in the major exporters. EU crop is estimated at 9m t (-4%), CAN at 5.8m t (-26%),
    while Morocco would harvest 2.2m t (+153%) and Algeria 2.1m t (+22%).
    Sowings have been delayed in North America due to overly wet soils.
    • Consumption is expected to increase by 2.7% to 39.4m t reflecting larger supplies in
    North Africa, incl. 33.1m t (+3.5%) for food. Ending stocks are estimated at 11.0m t,
    unchanged y/y.

    http://ec.europa.eu/agriculture/sites/agriculture/files/cereals/presentations/cereals-oilseeds/market-situation-cereals_en.pdf

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  3. Io ci sono stato ieri è a due la verità mi è sembrato un evento ben organizzato. Per quanto riguarda i contenuti relativi allo stato dei mercati gli interventi sono stati abbastanza chiari e precisi. La vena di ottimismo probabilmente deriva dall’intervento del direttore di Aretè che ha espresso questo malcelato ottimismo riconducendolo sostanzialmente ad una prossima inevitabile riduzione delle scorte nordamericane. Tutto da verificare il prossimo inverno.

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    1. Direi che le conclusioni sono sempre il momento più importante per un evento del genere (le scorte sono previste in calo, scrivono infatti alcuni che hanno partecipato) e l’ottimismo profuso secondo me è immotivato al momento…teso a compiacere la sala, penso con secondi fini oppure per mero opportunismo di breve. Una analisi di mercato deve essere cinica e spietata, piaccia o meno. Altrimenti non dai informazioni ma consolazioni.
      E comunque la relazione di Arete denotava una certa approssimazione, ad un certo punto ha riferito che le scorte canadesi vengono aggiornate e pubblicate ogni mese…quando in realtà lo sono solo trimestralmente…e la produzione prevista a 39 milioni di t è altissima in termini assoluti a livello globale rispetto alla media storica e generalmente superiore ai consumi…insomma io noto una certa distorsione della realtà condita da approssimazione…certo in un contesto di insipienza è sempre meglio di niente.

      Teniamo anche conto che mentre la produzione Europea e Nordafricana abbondante è quasi pronta da raccogliere, quindi molto probabile, il calo delle produzioni previsto in NordAmerica è tutto da dimostrare visto che stanno seminando in questo momento.

      Inserito nel testo i consumi di Duro degli ultimi anni

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