Silo-Bag, prima esperienza in Sicilia

bags-2I potenti mezzi del blog, come preannunciato, hanno prontamente provveduto a documentare la prima esperienza siciliana con i silo-bags.

L’esigenza di stoccare la propria produzione granicola in azienda per commercializzarla in piena autonomia durante l’annata si fa sempre più sentita da parte dei produttori a tutte le latitudini.

Così si sta diffondendo soprattutto nelle aeree più estensive e competitive la tecnica dello stoccaggio aziendale del grano in lunghi “salsicciotti” di plastica posati orizzontalmente su un piano: i silo-bag. In Sicilia la prima esperienza in tal senso è stata realizzata dall’azienda agricola della Famiglia Agosta (che ringrazio per la disponibilità a fornirci le informazioni che leggerete in questo post), situata nel territorio palermitano ai margini con il trapanese, in una zona a spiccata attitudine durogranicola.

Ed io lì mi sono recato,  a toccare con mano la novità.

Da quello che ho visionato e da quanto mi è stato riferito dal produttore, il sistema, secondo me, ha delle buone potenzialità.

I vantaggi che io ravvedo rispetto ad uno stoccaggio tradizionale sono:

  1. non necessita di opere infrastrutturali, con tutto ciò di impegnativo che esse comportano;
  2. la granella non viene trattata con nessuna sostanza chimica o procedimento fisico dunque non è contaminata da agenti esterni ma si conserva praticamente sotto vuoto senza alterazioni;
  3.  è possibile differenziare la produzione come si vuole, realizzando un silobag per ogni tipologia di granella sia sotto il profilo qualitativo che sementiero,
  4. il loro impatto sul paesaggio è ridotto, visto lo sviluppo orizzontale e non permanente.

Punti di debolezza: lo stoccaggio appare precario ed il grano è apparentemente suscettibile di intrusioni esterne e quindi alterazioni.

Come vedete dalle foto in effetti noterete dei rattoppi con nastro adesivo nella parte superiore del bag…ebbene nulla di trascendentale, i cani dell’azienda la prima notte della installazione hanno pensato bene di passeggiare con le loro delicate zampette in cima al salsicciotto. Problema risolto con una piccola recinzione attorno e rattoppi efficaci con nastro adesivo.

bags-1In condizioni normali le uniche presenze aliene che potrete osservare saranno i roditori. Nella parte iniziale e finale del silo, dove la plastica farà delle pieghe (magari con il tempo si acquisirà l’esperienza per farne sempre meno all’installazione oppure si potranno collocare delle esche o trappole), lì il topo tende a scavare gallerie che possono portare ad una non perfetta conservazione del grano alle estremità del salsicciotto (il primo metro all’incirca), a causa della penetrazione di ossigeno ed umidità nei primi strati. In tutta la restante parte del silo, la prevalente, nessun problema, come vedete anche dalle foto che mostrano la plastica intatta. All’interno il grano si conserverà in maniera perfetta come nessun sistema tradizionale potrà garantirvi.

I Costi: a me appaiono contenuti e naturalmente tanto più convenienti quanto più grano conserverete. Per un salsicciotto da 2000 q, come quello in foto, il costo della plastica è di circa 500 €, dunque si tratta di un costo per q di 25 cent di €.

L’attrezzatura consta di due macchine, una per il carico e l’altra per lo scarico, collegate alla presa di forza di un qualsiasi trattore di potenza anche modesta (anche 60-80 Cv). Il costo delle macchine è di circa 45.000 €.

I salsicciotti vanno posati su una superficie piana ma drenante, come vedete nel nostro caso , infatti,  il fondo è in brecciale.

Interessante no? Credo che l’unico vero intoppo per una diffusione su larga scala di questa tecnica in Sicilia sia legata alle ridotte dimensioni delle aziende agricole ed alle conseguenti modeste produzioni aziendali. Ma già le aziende in grado di produrre qualche migliaio di q, potrebbero essere interessate. Oppure una possibile utilizzazione potrebbe coinvolgere gli stoccatori professionali che potrebbero fornire un servizio di stoccaggio a pagamento con la possibilità per ciascun produttore di tenere separata e sempre disponibile la propria produzione. Ad esempio il vostro grano potrà stare lì nel salsicciotto n.12 e non indifferenziato e indistinto nel silos o nel magazzino del commerciante, quando in realtà è stato già commercializzato da un paio di mesi.

P.S.: E’ possibile visionare alcuni video relativi allo svuotamento dei sili al seguente indirizzo FB:

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1796889283909272&id=100007646532130

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1811017542496446&id=100007646532130

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Macchina per il carico del silo
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Macchina per lo scarico

7 pensieri su “Silo-Bag, prima esperienza in Sicilia

  1. Bravo granduro…il punteggio è molto alto per lo stoccaggio aziendale ove si ammassi almeno il 75% della propria produzione a e si abbia una redditività di minimo 50.000 euro che corrispondono circa ad una azienda cerealicola -leguminose di 50 ettari…mi sembra che siano previsti in questo caso 20punti(la Regione a voluto puntare su questa esigenza)..nelle zone svantaggiate è il 70%…
    Quindi il luogo dove viene messo il silobeg rimane per così dire “uno spiazzo” a lui dedicato? Quello delle foto quanto era lungo?vi erano duemila q?ripeto bruttino a vedersi ma se il grano rimane quasi perfettamente conservato senza trattamenti ottime potenzialità?
    Buone festa a tutti

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    1. circa 40-50 metri senza misurarlo, sì 2000 q…, sì, un semplice spiazzo drenante e calpestabile anche d’inverno per consentire le operazioni di scarico delle macchine, sì bruttino, ma praticamente non lo vedi se non ci vai vicino visto che è molto basso, il silos verticale lo vedi a km di distanza…il grano da quello che mi dicono è perfetto (i microorganismi respirano l’ossigeno residuo creando un ambiente pressocchè inerte), tranne le estremità, in generale nessuna contaminazione con sostanze chimiche (niente fosfina ad esempio, che oggi viene utilizzata in campo agricolo come fosse acqua fresca http://www.radis.it/disinfestazioni-idrogeno-fosforato.htm) tanto che il sistema è indicatissimo per le produzioni bio.

      gli svizzeri già cercano la fosfina, e casualmente la trovano in produzioni bio provenienti dall’Italia

      Fai clic per accedere a 07.fumiganti_2009.pdf

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  2. Sarebbe possibile noleggiare le macchine? O almeno quella per lo scarico? Perchè per una piccola azienda non è facile ammortizzare le macchine, anche se è davvero molto interessante. Comunque io non riesco a vedere il video.

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    1. C’è da organizzarsi sul territorio, prendere contatti con commercianti o terzisti interessati, oppure se ce la fate riunire un pò di produttori e fare fronte comune per l’acquisto della macchina.
      Il video ora si dovrebbe vedere.

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